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LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

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Che cosa è la Riflessologia Plantare? Di che cosa si occupa? Quali sono i benefici di questo trattamento per la nostra salute? Come ci si può avvicinare a questa tecnica e - sopratutto - una volta appresa, può essere una vera e propria attività professionale?

Lo abbiamo chiesto a Clara Venturelli e Alberto Bramati, riflessologi da tantissimi anni e membri Associazione
A.TE.NA

riflessologia-plantare


INTERVISTA
RIFLESSOLOGIA PLANTARE

M&L - Buongiorno e bentornati ad una nuova intervista con Mamma&Lavoro. Oggi incontriamo Clara Venturelli e Alberto Bramati, buongiorno!
Clara Venturelli diplomata F.I.R.P operatrice di riflessologia plantare settore olistico da oltre 25 anni, attiva nella professione e nell’insegnamento. Alberto Bramati anche lui diplomato F.I.R.P da vent'anni opera nella professione e dal 2011 si dedica all'applicazione della riflessologia plantare accompagnando anche il paziente oncologico presso strutture che ospitano questo tipo di malato. Oggi con loro, vogliamo capire meglio che cos'è la riflessologia plantare , potete dirci qualcosa?

La riflessologia plantare
è una scienza ed è un'arte. E’ una scienza in quanto si basa su ricerche legate alla alla neurologia e alla fisiologia ed è un'arte in quanto molto dipende anche dalle capacità del terapeuta e dalla capacità inoltre che questo terapeuta ha ad instaurare un rapporto con la persona che vuole fare questo tipo di massaggio.

M&L - Ma vorremmo sapere, la Riflessologia Plantare è una cosa alla quale si possono avvicinare tutti o è sono necessarie delle qualità particolari?

La riflessologia plantare è una tecnica di tipo olistico alla quale tutti si possono avvicinare e tutti, con i rudimenti di base, possono iniziare ad applicarla. Quando si esegue la riflessologia plantare si cerca di considerare l'uomo nelle sue tre componenti fondamentali, che sono mente, corpo e spirito. La riflessologia plantare permette, attraverso il trattamento di zone riflesse disposte sul piede, di trattare degli organi e degli apparati che sono corrispondenti all'interno dell'organismo. Questo permette di portare a un equilibrio di tutto l'uomo e allo stesso tempo si va a cercare qual'è la causa che crea il problema alla persona.

M&L - Mamma&Lavoro insieme a voi, che fate tra l’altro parte dell’associazione A.TE.NA sta mettendo a punto un corso di riflessologia plantare che prevede quattro incontri di mezza giornata. Quali saranno gli argomenti maggiormente trattati?
Diciamo che in queste quattro giornate si presenterà innanzitutto il piede, per fa capire come tutti gli organi e gli apparati del nostro corpo sono “proiettati” sul nostro piede.
In pratica il nostro piede è il nostro corpo in piccolo.
Si cercherà di far capire alle persone che attraverso la pressione ritmica sul piede e possibile interagire con tutti gli organi. Dalla fisiologia (ma anche da tutta la medicina olistica) sappiamo che
tutti noi abbiamo la capacità di autoguarigione, pensate ad esempio alle ferite. Qualche volta però questa capacità si addormenta un pochino. Il fondamento su cui si basa la riflessologia plantare è proprio quello di stimolare l'organo che si va a trattare per migliorarne la sua funzionalità e rimuovere il dolore generato dalla patologia.

Proprio per questo motivo noi cercheremo di insegnare a queste persone come lavorare con la riflessologia plantare su questi organi per affrontare le problematiche chiaramente semplici che si possono presentare tutti giorni.
Chi frequenterà questo corso imparerà una tecnica con la quale potrà aiutare a superare i problemi quotidiani o i piccoli malesseri nelle persone a loro vicine.

Naturalmente il corso di riflessologia plantare che si farà con Mamma&Lavoro è un corso propedeutico che permetterà di avere in mano i rudimenti della tecnica. Chi vorrà poi ci sarà la possibilità di approfondire la riflessologia plantare per poi affrontare problematiche complesse o fare di questa tecnica una propria professione.

M&L - Clara, sappiamo che la riflessologia plantare la si applica sia per malesseri semplici ma anche in pazienti particolarmente difficili. Sappiamo infatti che l’avete applicata con beneficio sul paziente oncologico. Quali altre applicazioni possiamo immaginare per la riflessologia plantare ?
Non esiste un problema che non possa essere affrontato con la riflessologia plantare , questo però non vuol dire che la riflessologia stessa sia la panacea per tutti problemi .
Ognuno di noi ha delle capacità di recupero, che però sono variabili in base all’età e allo stato fisico.
Per una problematica comune come ad esempio una cervicalgia, un ragazzo di vent'anni può recuperare al 90%. Io invece, che ho qualche anno in più, magari non recupererò più del 20-40% ma comunque ci sarà un beneficio generale che poi a cascata coinvolgerà tutto l’organismo. Dormirò meglio, sarà più rilassata,
starò meglio. La riflessologia plantare è quindi un trattamento olistico, interessa tutto l'organismo, non soltanto il problema del collo La riflessologia plantare può essere usata con successo anche sui bambini . Pensiamo ad esempio al bambino con le prime coliche. Conoscendo e trattando i punti del piede si potrà avere un netto miglioramento delle condizioni del bambino. Il vedere che le tecniche delle riflessologia portano un beneficio al bambino fa si che i genitori siano meno spaventati e che si sentano in grado di poter affrontare queste situazioni con maggiore sicurezza.
Anche per le
donne in gravidanza la riflessologia può essere molto utile. Come dicono alcuni medici la mamma in attesa non è una donna malata è una donna che sta vivendo uno stato tra l'altro bellissimo ma che però può venire incontro a quelle situazioni che si vengono a creare in gravidanza.Ad esempio il gonfiore delle gambe o il mal di schiena. Noi ne abbiamo trattate tantissime con beneficio!

M&L - Ringraziamo tantissimo Alberto Bramati e Clara Venturelli per tutte queste informazioni
Grazie e alla prossima con Mamma&Lavoro


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STORIA DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

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Chi di noi non ha mai massaggiato un ginocchio sbucciato, un bernoccolo di un bimbo dicendo” adesso passa”?
Chi non si è mai portato le mani alla testa, stringendo forte le tempie, quando, per dolore o pensieri, sembra che ci debba scoppiare?
E quando stringiamo, tra le nostre, le mani, fredde e sudate, di un amico che deve affrontare un momento difficile della sua vita, che cosa cerchiamo di comunicargli? Amore, coraggio...
Da sempre le nostre mani hanno questo effetto taumaturgico!
La riflessologia plantare probabilmente è nata cosi!
Ma la nostra razionalità vuole risposte concrete e non sogni romantici perciò ecco alcune informazioni:
Nella
tomba Ankhmahor, trovata a Saqqara, in Egitto e chiamata “la tomba del medico”, perché vi erano raffigurazioni di interventi, amputazioni ecc. vi è un disegno che rappresenta due uomini di pelle scura, probabilmente Nubiani, che massaggiano mani e piedi a due personaggi di pelle chiara. Questa tomba viene fatta risalire al 2200 a.C.
La tradizione, tramandata oralmente, degli indiani d’America ha portato fino ad oggi la pratica del massaggio al piede, applicata come cura dall’uomo medicina delle varie tribù.
In Europa, lo scultore
Benvenuto Cellini, nel 1500, affermava di avere guarito forti dolori in tutto il corpo, facendosi trattare con forti pressioni alle mani ed ai piedi.
Anche il presidente americano
James A. Garfield a meta 800, si curò con massaggi ai piedi, per guarire dai dolori che lo affliggevano.

Queste piccole informazioni ci dimostrano come la reflessologia fosse diffusa in tutto il mondo.
Per quanto riguarda la tecnica attuale, si deve la sua riscoperta al
dott. Fitzgerald, otorinolaringoiatra che, dopo aver lavorato a Vienna con il collega dott. Bressier (appassionato di storia della medicina e dei metodi terapeutici alternativi), prese in considerazione il fatto che, premendo su alcuni punti del corpo (in particolare le mani) si otteneva la riduzione del dolore negli altri distretti. Questa era una scoperta di fondamentale importanza poiché all'epoca tutti gli interventi medici venivano effettuati senza anestesia.
Il
dott. Fitzgerald incominciò così ad interessarsi allo studio delle aree riflesse e della riflessologia
Tornato in America, ampliò le ricerche e definì una mappa del corpo, riflessa sui piedi.
In questo modo era possibile individuare l’organo che si intendeva trattare sul piede del paziente.
Da allora nacque la terapia zonale, la riflessologia plantare e furono pubblicati i primi scritti su questi argomenti.
Eunice Ingham, terapista, si appassionò a questa ricerca, e disegnò una vera e propria mappa sul piede con l’indicazione di organi ed apparati.
Hanne Marquardt portò la riflessologia plantare in Europa ed un suo allievo, Elipio Zamboni, la introdusse in Italia.

Spesso criticata e valutata con una certa diffidenza la Riflessologia Plantare basa il proprio essere su riscontri scientifici in studi fisiologici e clinici.
Anche se sulla stessa
Wikipedia la riflessologia è descritta come un qualcosa con scarsa validità scientifica sono proprio dell’anno scorso le (documentate) testimonianze dei benefici addotti dalla riflessologia nell’alleviare il dolore ai pazienti oncologici terminali e nei bambini.