Mamma&Lavoro

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CRESCERE - L' EDUCATRICE RISPONDE
"OH OH… E’ARRIVATO
UN FRATELLINO"

Il gioco è mio !
di Paola Fumagalli


La nascita di un bambino
all’interno di un gruppo familiare gia costituito ormai da qualche anno porta sicuramente tanta gioia a mamma e a papà, ma è anche un forte cambiamento poiché i ritmi e le abitudini dei membri della famiglia vengono modificati. Chi né risentirà tantissimo della presenza del”nuovo “ bambino sarà il cosi detto “ fratello maggiore” il quale si sentirà messo da parte dai genitori , non più amato come prima, anzi penserà che il piccolo voglia portargli via tutto ciò che fino a quel momento era suo, compreso l’affetto di mamma e papà .
Il comportamento del primogenito all’inizio potrà cambiare radicalmente, regredendo in alcuni aspetti. Per esempio: ritornerà a bagnarsi con la pipì o a sporcarsi con la cacca , soprattutto se non è da molto che ha raggiunto il controllo sfinterico, quindi se è poco che ha tolto il pannolino; altre reazioni possono avvenire nell’ambito alimentare potrebbe chiedere ai genitori di essere imboccato perché non è più capace oppure vorrà ritornare a dormire nel lettone o attaccarsi totalmente alla mamma volendo stare in braccio e seguendola ovunque.
Da educatrice penso che bisogna assecondare il bambino in alcune sue esigenze “ momentanee” nate dalle enormi paure di perdere l’amore dei suoi genitori ; facendole coincidere con quelle a cui noi facciamo molta fatica a dire no!!

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ARTICOLI PRECEDENTI

mio, giocattolo, litigare

E' MIO!!

Anche questa è un fase dello sviluppo dei nostri bambini ed è normale che loro utilizzino questa esclamazione di fronte a diverse situazioni come: durante la contesa di un gioco con i coetanei o anche nei confronti di bambini più grandi, ma può succedere che il bambino utilizzi questa parola anche nei riguardi dei genitori ( sia la mamma che il papà )
Questo avviene perché il piccolo non percepisce totalmente che intorno a lui ci siano altre persone con le quali bisognerebbe dividere spazi, oggetti, perchè no anche l’adulto ; questo perché il bambino vive una fase d’egocentrismo, lui si sente il centro del mondo, tutto deve essere suo e tutte le persone ( oltre che i genitori) dovrebbero occuparsi solo di lui.
Quindi come educatrice penso che sia normale che quando un bimbo vede un gioco per terra ed un bambino inizia a giocarci il primo si avvicina e cerca di portargli via il gioco dicendo “ E’ mio!!!” “E’ mio!!! Intanto con le mani tenta di portarglielo via, magari utilizzando anche la forza. I genitori in questo caso non dovrebbe ro pensare che il piccolo sia egoista arrabbiandosi e attribuendo al bambino titoli non corretti, ma dovrebbero semplicemente dire al bambino che quel gioco è del suo amico se è davvero suo. In caso sia un gioco del nido va spiegato al bambino che quel gioco non è suo, ma lo sta usando il suo compagno e quando avrà finito di giocare lui potrà utilizzare ….

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NEWSLETTER DI MAMMA & LAVORO

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ALT...STOP ALLE BOTTE!!!


I nostri bambini sono delle splendide persone con molteplici competenze e ricche di risorse per adattarsi alle varie circostanze.
Sa educatrice so che a volte possono reagire ad alcune situazioni con rabbia, pianto e urla; queste possono provocare nei genitori varie reazioni come: agitazione, nervosismo fino ad arrivare al limite dell’alzare le mani verso il bambino .
Queste tipologie non sono positive anzi vanno solo ad intaccare e rovinare il rapporto tra genitori e figli; le urla innescano delle reazioni a catena, più l’adulto urla, più il bambino alza il tono della voce e viceversa....

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CORSI DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO
2013

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Corsi

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IL PASSAGGIO PANNOLINO-VASINO


Il passaggio pannolino vasino può essere considerato il fantasma nascosto di molti genitori che, verso i due anni (e a volte anche prima) inizia a farsi vivo nella loro mente, la mamma e il papà spingono quindi il bambino verso il vasino ma purtroppo sia per i poveri adulti angosciati da quest’avvenimento, ma anche e soprattutto per i poveri bambini angosciati dalle fissazioni dei genitori , il cambiamento non è cosi sistematico.
Come educatrice so che per raggiungere il controllo sfinterico il bambino deve aver completato la maturazione a livello nervoso degli sfinteri ed essere pronto a livello psicologico per poter superare il passaggio.
Togliere il pannolino significa dover permettere a mamma e papà di vedere tutto quello che fino al giorno prima era racchiuso all’interno “dell’amico” pannolino, il quale conservava e proteggeva tutto al suo interno e lo celava allo sguardo estraneo ...


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LA TATA PERFETTA!

Corso di formazione psico-pedagogica e sanitaria
per Tate e Baby Sitter

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Mamma & Lavoro presenta un corso di formazione rivolto a tutte le Tate o Baby Sitter o a chi vuole esercitare con professionalità questo ruolo.
Un corso sia psico-pedagogico, con la docenza di pedagogiste e di psicologhe che sanitario, con la formazione da parte di medici di Pronto Soccorso per dare una formazione a 360° a chi vorrà occuparsi con competenza di bambini.

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I limiti e le regole nei bambini: l

LIMITI E REGOLE NEL BAMBINO: “ETÀ DEI NO”

Quasi tutti i genitori conoscono e vivono con i loro bambini la cosiddetta “Età dei No”. E’ proprio verso i due anni che iniziano le crisi di opposizione e con esse i “No” decisi che il bambino grida con tutto il corpo, dalla testa, al collo, alle spalle, e volte piangendo. Ma è anche l’età in cui il bambino inizia a dire “Io”, quindi a riconoscere se stesso, a percepire il senso della propria unità corporea, a sentirsi dotato di un suo pensiero e di una sua volontà. Come educatrice vi dico che è una fase molto importante dello sviluppo, il bambino può muoversi bene ed andare verso nuove esplorazioni, si allontana e si avvicina rispetto alla figura di riferimento, sperimenta gli albori delle sue piccole aree di autonomia nei confronti della mamma e del papà ….


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Il morso nei bambini

IL MORSO

Il morso per una educatrice è uno spauracchio non in quanto al gesto in sé, ma il doverlo raccontare e motivare a voi genitori è a volte molto, molto complicato. Il morso ha un doppio significato a seconda dell’età del bambino: dai primissimi mesi fino ai dodici, tredici mesi è un gesto attraverso il quale il bambino assaggia l’altro (come fa per gli oggetti) per poterlo conoscere, prima la mamma e poi il compagno e inoltre impara che l’individuo che gli sta a fianco o che lo tiene in braccio è separato da lui.
L’altro motivo per cui i bambini possono mordere è la rabbia di fronte ai cambiamenti, ad esempio durante l’inserimento al nido, oppure può capitare come reazione a delle partenze dei genitori per lavoro o quando la mamma decide di togliere il seno al proprio bambino.


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I bambini piccoli e la televisione: perchè non va bene

I BAMBINI PICCOLI E LA TV

Se un bel giorno vi trovaste davanti ad una persona sconosciuta e se questa iniziasse a parlarvi in una lingua straniera, chiedendovi magari delle informazioni prima in modo lento poi con un ritmo più incalzante e con un tono mai costante, ma sempre in continuo cambiamento; voi come reagireste?....
Sicuramente la vostra prima reazione davanti a questa persona sarebbe di curiosità ma dopo……. Muterebbe radicalmente.
Come educatrice vi dico che il non capire quello che l’altro dice mette grandissima ansia, inquietudine, paura, rabbia; questi sentimenti provocano un malessere della persona che al termine di quest’esperienza dovrà trovare sicuramente una valvola di sfogo per poter far emergere tutto quello che ha provato, magari sarà più nervoso con gli altri, non riuscirà a prendere sonno serenamente ecc ecc…


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Tutto in Bocca!!

TUTTO IN BOCCA!!!

Il voler mettere tutto in bocca nei bambini piccoli è un’esperienza normale, anzi è una fase dello sviluppo
Fin dai primissimi giorni di vita il bambino utilizza la bocca per aver contatto con l’esterno: all’inizio la usa per attaccarsi al seno e per alimentarsi, in seguito passa ad assaggiare la mano e la guancia della mamma Come educatrice so che tutto questo serve a soddisfare il piacere che prova nel succhiare e ad iniziare a conoscere la mamma
La fase successiva è l’iniziale scoperta del suo corpo; la manina, prima la guarda attentamente, la muove magari girandola, infine l’assaggia, poi si passa al piede che per caso agitandosi gli è passato davanti agli occhi, lo afferra con la mano e lo porta alla bocca; questo tipo di esplorazione sarà fatta dal bambino più volte fino a quando il suo interesse verso la scoperta che non sarà soddisfatto, magari passerà a conoscere altro ma per poterci ritornare.

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Il ciccio, come abbandonarlo

IL CIUCCIO...COME ABBANDONARLO

Togliere il ciuccio?.....

Smettere di fumare?........

Diminuire il numero dei caffè durante la giornata?.....

Evitare cappuccio e brioche al bar per colazione oppure la tisana di sera?....

Se qualcuno venisse un giorno senza nessuna motivazione, senza preavviso e vi impedisse di poter praticare le vostre abitudini, per potervi consolare e rilassare, voi come reagireste?

Da educatrice penso che le vostre reazioni sicuramente sarebbero di rabbia, ira, tristezza e d’inquietudine, (non dimentichiamo che voi siete genitori adulti), quindi possiamo almeno immaginare un bambino come possa reagire se la mamma o il papà dovessero decidere di punto in bianco di negargli il ciuccio, senza chiedergli neanche il suo parere.



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L’INSERIMENTO AL NIDO...

L’inserimento è un processo graduale di fondamentale importanza a livello affettivo ed emotivo, sia per il bambino sia per i genitori durante il quale il piccolo deve affrontare il suo primo e più importante distacco da mamma e papà
Durante i primi giorni il bambino rimane in asilo per circa un’oretta con il genitori , in questo modo inizia a conoscere la sua educatrice di riferimento e ad osservare il nuovo spazio che lo circonda e in seguito incomincerà anche ad esplorarlo e a farlo proprio.
Successivamente avvengono i primi distacchi della durata iniziale di pochi minuti poi un’ora, mezza giornata fino a rimanere in asilo per tutto l’orario.


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Paola Fumagalli, educatrice di bambini da 1 a tre anni.

EDUCARE

Per poter essere la educatrice di un bambino bisogna entrare in sintonia sia con lui che con i genitori , cercando di creare un rapporto di reciproca fiducia.
L’educazione nasce dalla complicità fra il lavoro dei genitori e quello della educatrice quest’ ultima deve accettare, sostenere, accogliere il piccolo globalmente: sia affettivamente sia fisicamente attraverso lo sguardo, la voce, il corpo e il tocco. Tutte e quattro le modalità sono importanti, ma l’ultima credo che sia fondamentale. Tramite il tocco si possono comunicare ai bambini fin da molto piccoli tutte le nostre emozioni e sensazioni, il piccolo, infatti, può capire se viene accettato e quindi sostenuto per quello che è, oppure può percepire di non essere né accettato, né compreso; tutto questo è percepito dal tipo di tono muscolare, dalla mimica corporea e dallo sguardo.


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Paola Fumagalli avrà il piacere di rispondere e affrontare più nel dettaglio alcuni temi sopra riportati nelle prossime settimane.
Mandateci le vostre domande a info@mammaelavoro.it