Mamma&Lavoro

Le mamme di oggi, il lavoro e la vita di ogni giorno

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MAMMA & LAVORO

"LA COMUNICAZIONE"

comunicazione

PICCOLA INTRO
" SAPER COMUNICARE "

di Barbara Fogli
Gli argomenti principali trattati da questo sito sono ben esplicitati ma credo che scrivere per
Mamma & Lavoro significhi principalmente rivolgersi alle mamme.
Loro sono i “mondi comunicanti”.
Le donne, tutti lo sanno, hanno una naturale predisposizione alla comunicazione e le mamme, ancor più, sono in grado di accogliere, ascoltare, condividere, conciliare, costruire e mantenere legami… In sintesi: COMUNICARE (dal latino
cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe).
Mi piacerebbe quindi affrontare i diversi argomenti rivolgendomi soprattutto a loro, le mamme, da mamma, quali “donne multi-tasking”, dotate di grande sensibilità e soprattutto capacità di utilizzare in modo naturale
una comunicazione di tipo sensibile, una comunicazione tutta al femminile che vorrei fosse il filo conduttore di questa rubrica.
I temi scelti per iniziare questa sezione dedicata alla comunicazione, seguono un percorso di approfondimento che va dall'analizzare
i nuovi modi di comunicare oggi, per passare a tematiche più mirate come la comunicazione con se stessi (soprattutto per se stessi), passando dall’utilità di sapere comunicare in famiglia, e in particolare con i propri figli e con il proprio compagno, fino all’uso di una comunicazione finalizzata al mondo del lavoro (marketing di se stessi). Successivamente mi piacerebbe avere un canale aperto per provare ad analizzare temi specifici e/o richieste.

Vorrei che questa rubrica fosse una conversazione con voi e non un trattato sull’argomento, approfondendo perciò i vari temi non in forma asciutta e sterile, ma utilizzando un po’ di ironia, aneddoti personali e il tutto in modo davvero informale...
Testi sull’argomento ne vengono scritti in continuazione ma questa deve essere una rubrica che dia informazioni chiare e consigli pratici, non un monologo didascalico.
Siamo sinceri, è molto semplice leggere libri, studiare, fare corsi, ma non è poi altrettanto semplice mettere in pratica ciò che si è imparato. Facile, ad esempio, sentirsi dire come bisognerebbe comportarsi e muoversi per parlare in pubblico ma se prima o poi capitasse davvero?
La prima volta che ho dovuto farlo è stato traumatico...
Aspettavo il mio turno, la telecamera era pronta e io sedevo vicino ad una finestra aperta. Ciò a cui pensavo non era cosa dire una volta che la spia rossa si fosse accesa ma a quanto male mi sarei fatta (primo piano) saltando dalla finestra :)
Stavo cercando il male minore e onestamente, il salto per quanto imbarazzante, sembrava essere meno doloroso. Da allora sono passati 12 anni e fortunatamente non ho dovuto rifarlo spesso.
Lo so, non è rassicurante quello che vi ho detto, ma è utile per dire che non necessariamente lavorare in comunicazione implichi non essere timidi e anche un po’ insicuri, sensibili.
Questo aneddoto mi serve inoltre, sia per rompere il ghiaccio ma anche per anticipare, come vi dicevo, quello che vorrei fosse il filo conduttore del percorso, l'uso di una comunicazione che chiameremo “SENSIBILE”.
Quello che personalmente vedo, riscontro e sento è che da tempo stiamo vivendo (non solo dal punto di vista della comunicazione)
un momento molto particolare che trasversalmente colpisce molti e differenti ambiti.
Tutti ormai sappiamo che questa profonda crisi dura già da anni e non è solo una crisi di tipo economico ma anche l’inizio di un profondo cambiamento storico e culturale.
Chi non sente, ormai da tempo, una forte sensazione di disagio generale a volte difficile da interpretare?
Credo che moltissime persone si ritrovino a non avere più precisi riferimenti nel loro presente, a far fatica solo ad immaginare un progetto concreto, un futuro ipotizzabile. Viviamo un costante quotidiano che sembra sfuggire dalle mani. “Questa condizione sta colpendo le persone ma non solo, e genera la sensazione precisa del ritardo che inesorabilmente si accumula ogni giorno: perdita di sintonia, affanno, rincorsa”. (Comunicazioni di F. Schianchi)
Ma questo tema lo approfondiremo nel capitolo primo: “Il ruolo della comunicazione oggi: La comunicazione sensibile”

“ Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare ”
Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin e Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, 1967


COMUNICAZIONE GENITORI E FIGLI

comunicazione-genitori-figli

di Barbara Fogli

Come ben sapete la mia esperienza si limita ad una figlia di 19 mesi, e credo che 19 mesi siano davvero pochi per pontificare su come di debba comunicare con i figli
Certo, sto cercando di prepararmi e molto ho letto in gravidanza, sto anche rileggendo L’Emile di Rosseau che ottimisticamente pensavo di finire per tempo, (mamma mia che mattone), ma davvero non voglio proprio confrontarmi con la così ingente ed esperta platea che è il pubblico di mamma e lavoro.
E quindi? E quindi vorrei che questo fosse considerato uno dei miei post sulla comunicazione tra genitori e figli , magari con etichetta “pensieri in libertà” e non un articolo professionale.

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COMUNICARE CON IL PROPRIO CORPO:
" LA COMUNICAZIONE NON VERBALE "

comunicazione-non-verbale

di Barbara Fogli

La comunicazione non verbale è quella parte della comunicazione che comprende tutti gli aspetti di uno scambio comunicativo che non riguardano il livello puramente semantico del messaggio, ossia il significato letterale delle parole che compongono il messaggio stesso, ma che riguardano il linguaggio del corpo, ossia la comunicazione non parlata tra persone...

http://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione non_verbale

La comunicazione non verbale è davvero un argomento complesso ho però deciso di limitare il discorso a due ambiti a me cari, i bambini e il mondo animale.
Sono un’amante degli animali e da qui mi piacerebbe partire perché è facile di quante analogie ci siano tra uomo e animale nel modo di comunicare. Di quanti “residui” comportamentali o atteggiamenti “da branco” nella comunicazione siano ancora ben radicati nel nostro DNA . Proviamo a pensare ai segnali materno-affettivi o ai segnali di dominanza e sottomissione o ancora a quelli di paura e pericolo. Tutti piuttosto simili, sia tra gli animali che nella specie umana.
Mi piace pensare che questo legame al mondo animale
sia per noi una fortuna, la nostra evoluzione non ci ha ancora portato via parte la parte più profonda di noi, le reazioni legate all'istinto. Insomma, spesso nella comunicazione non verbale mostriamo ciò che siamo anche se sarebbe opportuno mascherarlo ma non possiamo fare diversamente,

Questi atteggiamenti sono legati, come per gli animali, a tutti quegli istinti, emozioni e stati d'animo che possiamo considerare i più “primitivi” come ad esempio: paura, fame, rabbia, sessualità

Tutta una serie di espressioni-gesti-atteggiamenti appartenenti alla comunicazione non verbale sono perciò facilmente interpretabili perché pressoché invariati nel corso della nostra evoluzione.

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CONOSCERSI PER COMUNICARE CON GLI ALTRI
" Mondi comunicanti "
di Barbara Fogli

comunicazione-comunicare-importanza

Barabara Fogli : In che modo si può affermare di conoscersi ? Perché è importante conoscere bene se stessi e quanto è importante conoscersi per comunicare con gli altri?

Barbara Piacenza : “Rispetto alla seconda parte della domanda - conoscere bene se stessi per comunicare con gli altri - credo che questo sia una delle di basi di partenza della comunicazione
Ciò che normalmente accade nelle interazioni e nelle relazioni (e che le disturba) è di “farsi agire” dalle emozioni e dagli stati d'animo, lasciare che questi intervengano nella comunicazione senza che vi sia consapevolezza di ciò che accade, senza che vi sia la volontà di esprimere proprio quella specifica emozione.
Conoscersi serve a sapere dove, come e quando si tende a provare un certo tipo di emozione , a scivolare e a lasciarsi agire dagli stati d’animo: solo così si può a mantenere la capacità di gestire una situazione. Ogni situazione di relazione e quindi di comunicazione (anche non verbale) è una situazione in cui agiscono contenuti ( il messaggio ) ma inevitabilmente intervengono, entrano in gioco (anche non volendolo) le emozioni a “colorarla”.
Questa è la parte più difficile da tenere sotto controllo, perché se la buona padronanza dei contenuti ti aiuta anche a gestire l'aspetto relazionale non è una condizione sufficiente affinché ciò accada.
Conoscere se stessi significa quindi conoscere anche quali sono le mie reazioni e i miei stati emotivi rispetto alle diverse situazioni comunicative per gestirle in modo funzionale all’obiettivo comunicativo che mi sono posta.

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IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE OGGI:
“LA COMUNICAZIONE SENSIBILE”

comunicazione, lavoro, donne

di Barbara Fogli

Perché questo capitolo? Perchè l’essere donna ( il femminile ) con tutte le caratteristiche che quasi sempre nelle donne sono innate,
è diventato interessante per aspetti diversi.
Mi sono imbattuta moltissime volte, negli anni e in diversi ambiti professionali, in donne che per apparire, per essere considerate, soprattutto per fare carriera, vestivano i panni del prototipo dell’uomo in carriera = di successo ( stacanovismo come regola base, famiglia e interessi personali in secondo piano ). Che dire… funzionava, in parte credo (non ho evidenze) funziona ancora. E' una scelta e non la condanno, soprattutto non la giudico.
Io credo che
non sia necessario imitare il “ maschile ” per creare qualcosa di nuovo, di diverso e altrettanto valido. Siamo sperimentatrici in definizione e forse pronte ad nuova collocazione sociale. Lavoratrici, ma anche mogli, mamme, donne piene di interessi, coltiviamo relazioni e soprattutto, non vogliamo rinunciare a nulla, e da tempo questo nuovo modello di essere donna ha plasmato anche il mondo del marketing, della comunicazione e del lavoro, che in parte si è già modificato.

Continua….

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BARBARA FOGLI

Fino a 12 mesi fa mi sarei presentata come una donna precisa e Super Organizzata, ma oggi, dopo l’arrivo di Bianca (1 anno) ho capito che preparare l’agenda della giornata è solo un'inutile perdita di tempo.
Insomma, al momento sto lavorando sulla riorganizzazione personale. Il mio curriculum è su Linkedin ma per il periodo pre/post gravidanza, troverete scritto “Brain at Work!”

Che altro dire su di me, ho iniziato a lavorare molto presto e ho ripreso gli studi molto tardi. Dieci anni in azienda e in seguito, grazie ad un master in comunicazione e marketing, ho maturato più di un decennio d’esperienza nel settore della comunicazione e degli eventi.

Tra i tanti difetti (e alcuni pregi) di sicuro spicca l’irrequietezza, condanna e fortuna, che mi porta spesso a dover “cambiare pelle”. Ed eccomi qui.

Oggi la mia priorità è mia figlia e grazie a lei, all’impegno che metto nel cercare di essere una brava mamma e alle mie doti organizzative, sto arrivando ad una naturale mutazione…: “ La Mamma-Pr”.

Vorrei che le esperienze maturate non servano solo alla mia vita privata ma diventino un percorso ad articoli utile alle tante mamme che seguono Mamma&Lavoro.


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